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    BIZZARROFILMFESTIVAL 2006

      

    2 - 3 Giugno 2006 Alfonsine (RA) 

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    - =CRONACA DEL FESTIVAL=

    Potrò mai dimenticare cotanta bellezza solo perché è tutto  finito e    mi ritrovo a casa mia a pensare ai momenti appena    trascorsi?    Potrò  mai rinunciare a tenere vividi nella memoria i    turbinii di    gente e di  folli di cui si sono susseguiti i miei sguardi    nei giorni    scorsi?

    A chi pensa che il Bizzarro sia un evento e basta rispondo che    è    molto di più.E’ un’avventura,è quasi un sentimento, che si    rinnova    di anno in anno e si arricchisce di esperienze e di volti    nuovi, di    nuove considerazioni sull’arte e sulla compagnia, di    nuove    occasioni  di incontro e di sguardi illuminati dalla    bellezza   di una    sensazione  visiva.

    Tre giorni alla ricerca dei primordi della settima arte in un    momento    in cui si rimpiange il cinema sperimentale delle    origini,    quel    cinema fatto di pochi denari e di modeste    tecniche ma di    molta    passione e ispirazione.Quel tipo di    cinema che somiglia    più alla    pittura che ai moderni film,    pennellate di passione e    vita da    parte   di gente che si racconta in video, che trasmette    qualcosa    di se,   una    passione, un’idea, un pensiero o una    semplice follia    sensoriale    e che si nutre degli applausi del    proprio pubblico.

    ll Festival è arrivato alla terza edizione quest’anno ed ha  mostrato    tutta la sua dedizione a divertirne gli avventori con    ben 21 corti di    cui 19 in concorso e una giuria composta da    professionisti in ogni    campo artistico. Daniele e Carlotta hanno    aperto le danze come    ogni anno il venerdì sera al cinema    Gulliver, gestito dal    simpaticissimo Davide, presidente del    cineclub Kamikazen.

    E’ il momento per rivedere vecchi amici e incontrarne di    nuovi,di    posare gli occhi sugli eccentrici costumi degli    avventori, di    cercare   di rubare anticipazioni a Carlotta, di    immaginare le    trame dei corti, di cercare registi degli anni    passati.

    Inizia la proiezione.Queste le opere trasmesse in serata:

     MAKE UP di Flavio Sciolè:

    Una folle litania, quasi una preghiera   ossessiva nel volto di    un    uomo che smette di essere tale e si   identifica con l’idea di    un’    estetica senza mezze misure e di un’   autodistruzione a     servizio    del video. A tratti fastidioso nella   sua ripetitività ma    probabilmente l’effetto è puramente voluto   per     spersonalizzare    la   storia e renderla un puro concetto privo     di    ogni genere di    pensiero

     PERVERSI! (VIAGGIO NEL FETICISMO DEI PIEDI) di     Nadia Faienza:

    Un documentario di straordinaria semplicità sul feticcio    sessuale     più diffuso, quello dei piedi. Ha il merito di non    addentrarsi nell’     indagine psicologica che porta al fenomeno    ma   di illustrarne     semplicemente la nascita e l’evoluzione nella    mente e nella     sessualità di alcuni personaggi intervistati nel    video, non     sembrando quindi una confessione di colpa ma un    puro dato di     fatto. Pecca forse un po’ in passione, lasciando lo    spettatore     con     la   voglia di saperne di più

     LA FABBRICA di Bruno Larini:

    Racconta la storia di un trapasso,   analizzandolo dal    momento     del decadimento a quello del   ritorno, come in una    tragedia in     più atti. Il regista riesce a   rendere al meglio la    condizione di     disagio dello spettatore   tramite effetti tecnici    come un     continuo   ronzio o un uso della   telecamera non    sempre fermo     sulle   immagini. L’eccessiva durata lo rende    tuttavia poco     godibile

    III TRILOGIA RAPTUS (DA LUNEDI’ MI INCAZZO) di Fabio Greco     e  Lorenzo Salemi:

    L’idea dell’eterno movimento in un film  a tratti geniale: il    movimento fisico inteso come corsa circolare in una periferia    romana, il movimento della rabbia di un uomo annoiato che si    trasforma in un assassino metodico(la scelta dell’arma strizza l’ occhio a Pulp Fiction), il movimento di tre ragazzi annoiati in un    bosco che compiendo atti senza senso (la scena del ragazzo    che    lancia fogli di giornale mentre lo fissa ma non lo     legge è quasi  ipnotica) cercando di realizzare e creare una     forma di    qualcosa. Bellissimo nell’idea del ritorno circolare     alla    meridiana   del paese    da cui la corsa riprende quasi     fosse    necessaria.

     PINK FILM di Davide Scovazzo(NON IN CONCORSO):

    Un viaggio alla ricerca del niente in una città che sembra non     dormire mai, popolata da personaggi che sembrano usciti da   un     libro Kerouac. Il protagonista sembra cercare qualcosa che    non     ha    assolutamente intenzione di raggiungere e si addentra     nella     metodica spietata di un borgo industriale che ha     succhiato ai suoi     abitanti qualsiasi ambizione di vita. Il film     strizza leggermente l’     occhio a Tokio Decadence nella continua     ricerca della     soddisfazione personale ma qui le parti si invertono perché è il     protagonista che sebbene cerchi lui     stesso di raggiungere tale     felicità sembra che alla fine sia     indifferente al tutto e la scena     finale di un lui che torna dalla     sua amica con l’espressione di chi     torna affaticato da lavoro     quasi che quei pazzi gli siano capitati contro volontà, dà     perfettamente l’idea del film ruotato di 180     gradi rispetto a     qualsiasi idea di normalità

     ARIA di Ernesto Scevoli e Giuseppe Gigliorosso:

    un uomo si sveglia accanto alle gambe della sua donna che     pare  continuare a dormire. Seguiamo l’uomo nel suo percorso     mattutino in casa che comprende zittire la sveglia, andare in     bagno, fare il caffè e lo vediamo gongolare in tutto il suo    amore     per quella donna che gli lascia biglietti d’amore per    casa e che     gli riempie i pensieri. Lo vediamo rinvangare l’idea    del loro     primo  incontro( “eri troppo bella per lavorare in quel negozio”), gli     sguardi degli altri, la sua piccola gelosia nei    suoi confronti     passando lentamente da un discorso gioioso    ad    uno più disturbato in cui la gelosia fa da capolinea fino al    culmine di un     raptus di rabbia quando la donna continua a    non rispondere al     monologo del protagonista. Fino al tragico    epilogo(il misto di     idea ironica e disperazione vera è molto d’    effetto)in cui la     donna    semplicemente si sgonfia…

    L’idea, non è proprio originale, ma viene sviluppata in un     crescendo di disperazione che sembra suggerire tutto un altro     tipo    di finale e proprio per questo rende la recitazione ancora     più    imponente.

      TETTE GALEOTTE di Luisa Sax:

    mini corto di poco più di un minuto. Una filastrocca ironica che     ha     il dono di far sorridere con poco

    E infine un recital di poesie della stessa autrice, una poetessa     comica, che con rime azzeccate tratteggia diverse esperienze     sessuali in maniera leggera e mai oscena provocando le risate     del     pubblico.Un degno finale per il primo giorno del festival,     per     sdrammatizzare ogni cosa e favorire la comprensione del     tutto     tramite una rilassante e armonica ironia. Ottima l’     interpretazione     del tutto

    Il finale della programmazione lascia il posto alle chiacchiere ai      tavolini del bar e gli avventori hanno la possibilità di rifocillarsi      e      bere qualcosa commentando ognuno il proprio personale      vincitore    e avendo la possibilità(cosa rara per altri festival in      cui   mi sia    capitato di essere)di conoscere meglio i registi dei      corti,   offrendo    le proprie personali interpretazioni dei lavori.

    Il secondo giorno ci vede davanti all’ hotel con diversi gradi di   stanchezza e soddisfazione per la serata precedente ad      aspettare    Daniele Baricordi che ci faccia da guida per il pranzo      volutamente    consumato tutti insieme per favorire la      conoscenza reciproca e le    chiacchiere animate. Da una parte      del tavolo l’intera giuria(che in    realtà ha già messo nero su      bianco il proprio verdetto avendo    avuto la possibilità di

    visionare tutti i film anche quelli che    avremmo visto la stessa sera)composta da:

    Giovanna Casotto: famosa disegnatrice di fumetti erotici    italiani,      il cui fascino e la cui semplicità e affabilità hanno    stregato più      di  una persona Gianluigi Lanza: Giornalista free    lance e critico     cinematografico, persona piacevolissima,    ironica e con un     ottimo senso della compagnia.Già presente    all’edizione     passata     si riconferma    come una presenza    tecnicamente     preparata e     splendidamente    socievole

    Lady Sarah: brava videomaker nonché esponente del mondo     femdom, i cui giudizi tecnicamente validi, pacati e al tempo     stesso    passionevoli e pieni di brio ne hanno fatto una     presenza     essenziale

    Alessandro Carli: giornalista inviato di www.certenotti.it (mi     spiace    non aver avuto modo di conoscerlo meglio)

    Davide Guerrini: presidente del Cineclub Kamikazen, esperto     conoscitore del mondo del cinema, patito di Arancia    Meccanica(l’ anno di nascita medesimo di quello dell’uscita del    capolavoro      di     Kubrik sarà una coincidenza?), ha avuto oltre al    merito di      far     parte della giuria anche quello di gestire la     programmazione dei     corti regalandoci qualche