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1°
giorno
Dopo la
sveglia alla 6 del mattino
sono in viaggio per Alfonsine,
per il Bizzarro film festival
dove mi aspetta un intero
weekend di relax lontano dalle
sofferenze quotidiane.
Ho
cambiato tre treni per
arrivare a destinazione e sono
alquanto stanco.
Alla
stazione mi informo su come
arrivare all’ hotel e un
gentile signore mi informa che
son proprio fortunato visto
che non avevano una giornata
così calda da circa un
decennio e che la mia
sistemazione è dalla parte
opposta del paese. Un vero
spasso penso.
Mi informo
se ci son degli autobus ma
quello mi risponde picche,e
così mi inerpico per la lunga
strada in salita con il mio
bagaglio in spalla e mi faccio
una prima idea di dove
sono.
Scopro con
molta felicità che l’età media
del paese e di 180 anni e
tutti gli autoctoni mi
guardano come uno svitato che
ha sbagliato stazione mentre
gustano delle fresche bevande
all’ombra dei loro
ombrelloni.
Arrivo
all’hotel stremato e ci vedo
accanto un autobus
attrezzatissimo con aria
condizionata, piscina
olimpionica, gelato gratis per
tutti e cuccette con igloo per
schiacciare un
pisolino.
La gente
ne esce fresca e riposata e mi
chiede perché mi son fatto
tutta quella strada a piedi
visto che c’era il bus navetta
offerto dal comune. Me lo
chiedo anch’io mentre
bestemmio in ostrogoto quel
simpatico ometto della
stazione. Ma non importa, ora
sono arrivato in hotel e potrò
finalmente riposare.
Una
gentile signora mi accoglie e
mi da la chiave della camera,
la migliore che hanno dice
lei, accanto ad una colonia di
uccellini dal canto d’usignolo
per allietare le mie notti.
Salito in camera sento solo un
rumore meccanico fuori dalla
finestra e mi chiedo quale
incivile automobilista stia
disturbando il dolce
cinguettio; così mi affaccio
fuori e scopro che gli
uccellini sono in realtà
avvoltoi nani dal canto simile
ad un basso elettrico così
trasformati dalle radiazioni
emesse dalla tavola calda
all’angolo della
strada.
Provo a
riposare ma mi addormento a
stento e sogno un intero
concerto degli iron maiden
forse ispirato dal sottofondo
animale. Mi sveglio più tardi
sordo da un’orecchio e decido
di far visita al ridente
paesello e sbevacchiare
qualcosa.
Fuori ci
sono 40 gradi all’ombra, 70 al
sole per un totale di 110
tutti sulla mia testa.
C’è ancora
un pò di tempo prima
dell’inizio del festival per
mettere qualcosa tra i denti.
Mi siedo in un bar e ordino un
panino al prosciutto e una
bibita ghiacciata. Mi viene
portato di lì a poco un panino
con salame calabrese
piccantissimo e un bicchiere
vuoto. Provo a reclamare alla
cameriera ma quella mi dice
che per i reclami devo
rivolgermi al cuoco,
indicandomi un armadio a muro
che si sta pulendo i denti con
una mannaia da cucina,perciò
le dico che mi va benissimo e
di versarmi da bere. Quella si
alza la gonna, si mette il
bicchiere tra le cosce e mi
versa una buonissima bibita
calda intimandomi di berla
fino all’ultima goccia e di
avvisarla quando avessi finito
che sarebbe tornata a
riempirmi il bicchiere.
Finalmente
arriva il momento tanto
atteso.
Giungo al
cinema in anticipo cercando di
distinguere i pervertiti
manettiani dai pervertiti
curiosi.
Mi siedo
ad un tavolo cercando di
attaccare bottone con un
signore adulto ed una ragazza
sui 20 e inizio a fare domande
tipo il primo ricordo bdsm
della loro vita, quali fossero
i loro ruoli e quali pratiche
preferissero.
Ma siccome
come faccio io figure di merda
non ci riesce nessun altro, la
ragazza che fino ad allora era
rimasta a fissarmi senza dire
una parola, si alza e fa al
signore: “Papà andiamocene
questo è pazzo!”.
Uno
splendido inizio penso mentre
mi immagino la polizia e la
buoncostume che vengono a
prendermi a sorpresa in
albergo per portarmi in
centrale. Finalmente scorgo i
manettiani veri che iniziano
ad arrivare.
Trovo
Ladysara, Robin Hood, Lara,
Skyborg, Kitty, Fox, Trinity,
Kraian,Ninfa ed altri che si
apprestano ad entrare.
Tanti
vecchietti curiosi intorno a
noi. Due vecchietti diessini
incalliti scambiano Morph3us
per Rutelli e attaccano a
parlare e a fargli domande sul
partito e le speranze per le
prossime elezioni. Il
poveretto non vuole deluderli
e li asseconda per un po’ così
il giorno dopo era possibile
vedere gli stessi due
vecchietti,vestiti interamente
in latex a cucinare bollito
per le strade di Alfonsine e a
chi chiedeva loro cosa diavolo
stessero facendo rispondevano
che era tutta attività
politica per il
partito.
Entriamo
nel cinema trasformato per
l’occasione in un’enorme sauna
prigione con videoproiezione e
iniziamo a vedere i corti
sudando come asini da
soma.
Un
signore, credendo di essere al
Pizarro film festival, grida
da fondo sala le inesattezze
storiche sul grande
conquistatore e se ne va
indignato.
Un altro a
cui scappava la pipì era
entrato in sala quando aveva
sentito la voce del al
microfono gridare “Il bagno”,
e alla vista delle tette di
Kitty aveva avuto 3 infarti
multipli ed era stato portato
via in barrella.
Miglior
film della serata: S/M un bel
documentario variegato e
interessante su tutto il mondo
bdsm.
Poi c’è
krank, la nuova pubblicità del
jack daniels. Sottotitolo:
l’incubo di un
ubriacone.
Arriva
anche “Fraterno Sacrificio”
ribattezzato da Dolce Domina,
Fratello Karamazov Il soggetto
non l’ho capito e neanche il
senso.So solo che è stato
terribile.La scena dello
scarafaggio dura 4 ore e mezza
più di tutto il festival e
alla fine c’è gente che esce
dalla sala pensando di essere
finita nella sala proiezioni
dell’università di
biologia.
La
proiezione continua fino alla
fine quando, usciti di sala
dimagriti di 10 chili e cotti
a puntino come bistecche, ci
appropinquiamo fuori per un
piccolo buffet e per qualcosa
da bere. Mi siedo a tavola con
Sileno,CometaBlu,Cuoredivetro
e RosaNera e godo nel non
sentirmi l’unico terroncino
del festival. Mi rilasso un
po’ nella conversazione e sono
così gentili da
riaccompagnarmi in hotel non
senza prima portarmi dalla
ragazza del bar di prima per
il bicchiere della staffa che
gusto senza opporre scuse
quando vedo il cuoco che
guarda la tv con un lupo
mannaro che gli fa le fusa
sotto il tavolo.
Arrivo in
hotel abbastanza stanco verso
l’1.30 ma è tutto chiuso, le
luci spente e nessuno mi viene
ad aprire quando busso.Che
gioia! Tasto la morbidezza
dell’aiuola di ortiche,
l’unico posto abbastanza
comodo per stendermi, e mi
accascio sopra addormentandomi
con il dolce canto degli
avvoltoi assassini. |