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-=Cronaca
del festival=- |
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Questa volta
siamo finiti in Romagna, ma non
nel solito posto. In una terra
estrema, che un tempo fu paludosa,
ma che è sempre rimasta ribelle e
di confine, lontanissima dai
compromessi bottegai del
turismo di massa. Ad Alfonsine,
un luogo dove la gente ha sempre
avuto vita difficile, dai tempi
delle battaglie tra estensi e
ravennati, fino al Novecento e
alla Settimana Rossa,
un'esperienza unica, che procurò
al paese una sinistra fama nella
geografia del ribellismo
nazionale. Il 10 e 11
luglio del 1914 venne bruciato il
Palazzo Comunale, la stazione fu
devastata e venne assalita la
Chiesa Arcipretale, di cui vennero
dati alle fiamme gli arredi
sacri. I dittatori e
i Re e i preti qui non ebbero mai
vita facile; i braccianti erano
socialisti, e i mezzadri
repubblicani. Poi, dopo i
fascisti, arrivarono i nazisti,
che rasero al suolo tutto il
vecchio centro storico, e il paese
quasi per intero. Sforzi
inutili, perché dopo pochi anni
tutto era di nuovo al proprio
posto…
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Appena dietro
la chiesa, in pieno centro,
abbiamo trovato il cinema d’essai
Gulliver, raccolto su una piazza
moderna e tranquilla. Elegante,
ben attrezzato per le proiezioni,
ma anche per il
teatro.
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E i ragazzi
del cineclub Kamikazen che lo
gestiscono: un nome, una garanzia.
Cortesi, efficienti, senza
pregiudizi.
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Kamikazen, per
chi non lo sapesse, è un film
dimenticato, uno tra i primi di
Salvatores, comico, feroce, i
irriverente.
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Vi chiedete
ancora perché DBARICO e Carlotta
Loi ci hanno portati proprio
qui?
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La sfida è
iniziata dal primo pomeriggio di
sabato 5 Giugno, quando il popolo
dei partecipanti e del pubblico ha
cominciato a affollare lentamente
e pigramente la piazza davanti al
cinema.
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Sarà perché ho
cominciato a sbevazzare nel
baretto interno del Gulliver molto
prima che calasse il tramonto…
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ma
da quando ho iniziato a
viaggiare, verso la fine degli
anni Ottanta … dall’Inghilterra,
al Nord Europa, fino al Canada e
agli Stati Uniti… non mi era quasi
mai successo di ritrovare a un
evento “
perve”
lo stesso
clima, ui, in Italia. E’
stata davvero
un’eccezione.
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Spirito
positivo.
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Gente festosa,
appassionata e
sorridente.
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A dire così
adesso… sembra tutto semplice,
come bere un bicchier
d’acqua.
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Ma di facile
non c’era proprio
niente.
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Come avrebbero
potuto improvvisarsi autori di
cinema questi volenterosi, ma in
larga parte
inesperti?… Alle cinque di
pomeriggio la sala del cinema si è
gremita, buio in
sala.
-
La prima
impressione è stata davvero di
ricchezza creativa. Voglia di
raccontarsi, ma soprattutto di
comunicare emozioni. Non che
siano mancati i momenti eccitanti,
ma ciò che ho apprezzato sul
serio, perché proprio non me
lo aspettavo, è stata
l’ironia diffusa in molti
“corti”.
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Merce
rarissima e per questo più
preziosa quando sullo schermo va
in scena l’eros.
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Poi la cena,
le signore in abito da sera, mise
provocanti, corsetti, tacchi, ma…
il vero scoop è stato osservare
Morph3us in impeccabile e candida
uniforme da “ufficiale e
gentiluomo di marina” salutato da
Antinea:
“Ma ciao! Sai
che sembri un gelataio che ha
fatto carriera?”
…
-
E lui che
sorrideva dolcemente, impassibile,
sfiorandosi appena il temibile
revolver a acqua nascosto sotto la
giacca, caricato come sempre ad
inchiostro di china e
pipì…
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Dopo i
bagordi, tutti di nuovo al cinema
per rivedere i cortometraggi,
proiettati nell’ordine
inverso.
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Difficile
annoiarsi, se non quei due o tre
curiosi capitati per sbaglio a
caccia di pornazzi.
-
Il riesame
poteva far emergere qualche
incongruenza comunicativa, qualche
messaggio volgare o
banale.
-
Invece, penso
sia stato utile soltanto per far
apprezzare tanti nuovi piccoli
dettagli e sfumature perse durante
la prima
proiezione.
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Giudicare,
premiare…compito davvero difficile
per la giuria.
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Tensione ed
eccitazione crescenti, anche per
chi non è in gara.
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Ancora attesa
per i verdetti, mentre ormai è
notte fonda e fuori ha iniziato a
piovere. La ragazza del bar è di
una gentilezza deliziosa, e la
tequila scende giù che è un
piacere.
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Qualcuno
ciondola sull’ingresso,
calpestando quel tappeto rosso che
adesso pare un accessorio
scontato.
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Arriva il
momento fatidico. Matteo, il
giornalista di Shortvillage è
incredulo
. “Sapete che
la colonna sonora non la
mettono nemmeno a Cannes,
quando premiano i
corti?”.
Penso che ci
stia prendendo in giro… ma poi
scopriremo che era tutto vero, e
che si è trattata di un’idea, di
una delle varie piccole attenzioni
disinteressate di Marta e
Alberto di Paprika, sponsor della
manifestazione, intervenuti da
veri appassionati. Due parole per
il colpo d’occhio del palco,
addobbato con piante alte, fiori,
fiocchi… curato e
elegante.
-
I premi erano
molto originali, scavati e incisi
all’interno di un contenitore
della classica “pizza
cinematografica”, mazzi di fiori e
pergamena con il premio in denaro
offerto da Paprika, 250 E al
primo, 60 al secondo e 30 al
terzo. Il premio di
Shortvillage, che consiste in un
contratto di distribuzione per due
anni su tutto il territorio
nazionale, non in
esclusiva.
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La valletta
sensuale e elegante è Scarlett,
Marta e DBARICO sono i
presentatori.
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Anastassja, F.
Crispino, M. Treleani di
Shortvillage e Davide di Kamikazen
hanno scelto. Verdetto
unanime.
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Il miglior
cortometraggio è di Francoise
Elle,
UN
MATRIMONIO
FELICE
.
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Lavoro ancora
più interessante se si considera
che l’autrice è agli esordi, e
utilizza per non sbagliare la sua
fedele macchina fotografica in
modalità Movie.
-
Frammenti di
quotidianità, piccoli episodi di
una moglie (Sybil) che sorride con
malizia, commettendo di proposito
piccoli malestri casalinghi,
ma perché?… Si scopre solo alla
fine… per il piacere di essere
punita.
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Il
secondo posto va a Lara, alla sua
opera prima, premio per la
migliore sceneggiatura, per il
suo
SILENT
MOVIE
, con un
ringraziamento speciale a Sadsong,
per il suo contributo
ideativo.
-
La trama: in
un cantiere edile, due amiche
esplorano le stanze di un
appartamento in costruzione. Tra i
detriti spuntano le pagine di un
fumetto Bdsm… Lara incuriosita ne
sfoglia le pagine…rapita dalle
immagini… viene risucchiata e
coinvolta all’interno della storia
disegnata.
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Coinvolgimento
intenso e duro…da cui esce la
pagina bellissima di un Diario di
Lara scritto tempo fa su
ManetteMatte…
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FUEGO
si aggiudica
il premio speciale
Shortvillage.
-
E’ di VRU,
artista venezuelano, che si
racconta…
-
Ho sempre
prodotto arte, anche se la
definizione stessa di arte in
sudamerica ha una valenza così
diversa…. Ho pubblicato
fumetti,ho girato diversi
cortometraggi,
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un film
(autoprodotto dall’officina Evoque
di cui sono membro e
fondatore con l’artista Mauro John
Capece e Blonde). Mi occupo di
arte in diversi campi.
Attualmente, oltre a
realizzare body art (tattoo
e piercing)… continuo gli studi
universitari di filosofia …
compongo personalmente le
musiche e con i soci
dell’officina curo tutte le parti
del video. Il video
proposto ha avuto una gestazione
di circa tre anni. Nell’arco di
questo periodo ho iniziato a
valutare le potenzialità degli
istinti nel
quotidiano… Fuego… è un
urlo dolce e fetish… Canali per me
inesplorati come la rete, da cui
l’autore è partito per comprendere
la prassi del fetish. Poi
l’incontro con i chatters che
diventavano fisicamente tangibili
e non solo bit e pensieri
veicolati dal computer. In
seguito, le foto, le interviste, e
le performance, i video, le opere
su plastica e tela. Credo
che un percorso reale di vita, di
cogito sia difficilmente
definibile come un genere.
Fuego è un
frame che vibra su diverse
esistenze. Una finestra sulla
sensazione di possedere un corpo,
come un territorio da
esplorare e da
scoprire.
-
E poi i film
che non hanno ricevuto un premio,
sinceramente, tutti da
elogiare.
-
MEZZOGIORNO
DI CROMO
-
L’autore, già
onusto di gloria per i suoi
fotowebromanzi incentrati sulla
saga di Gambarato (
www.gambarato.org
),
esordisce con i
cortometraggi raccontando un
episodio accaduto nel 1873 nelle
sconfinate praterie di
Lanzavecchia.
-
Quattro
malmostosi cavalieri in cerca di
ispirazione rievocano il mito del
fetish latex cromat, ma la
sfuggente i introspezione della
stanchezza si rifletterà
inaspettatamente all’interno di un
cromato carrello e sovvertirà le
segnate sorti di un nefasto
duello.
-
Minaccia di
essere il primo di una lunga serie
di episodi…
- FILM
NERO
-
Autore è la
Società La Oltre, composta da tre
elementi, l’ormai onnipresente
Francoise Elle, Isa e un uomo, l
loro amico misterioso. Il film non
ha scene, ma soltanto il sonoro,
come affermazione di pigrizia
creativa… Si ride, si
ricorda, grazie all’impatto dello
schermo nero che si produce sullo
spettatore.
-
INTERVISTA
A UNA VAMPIRA
-
Di ZORA &
Geo, intervista verità a una
coppia Bdsmer che ha fatto una
scelta di vita
radicale… La macchina da
presa entra nel loro intimo e
raccoglie testimonianze di vita
vera vissuta.
-
Commento
personale: l’intervista verità che
nessun programma televisivo,
purtroppo, ci farà vedere mai.
Nessuna volgarità, naturalezza,
sguardi sinceri.
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GLORIA
-
Questo
cortometraggio non era in
concorso, perché l’autore,
DBARICO, senz’altro il più esperto
e consumato dietro la macchina da
presa, non avrebbe mai potuto
premiarsi per una manifestazione
da lui stesso
creata.
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La storia di
una coppia in crisi… (Leticia
Vittas, l’interprete
femminile)
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Fantasie che
entrano d’improvviso prepotenti
nell’uomo… (Luca
Giovannini)
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Forse una
terza donna misteriosa… (Carlotta
Loi)
-
Il desiderio
di trasformarsi…
-
Questo è
“Gloria” secondo
l’autore.
-
Niente male,
anche se il protagonista mi stava
un po’ sul cazzo, anche perché lo
conosco.
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Finale con
tutti i partecipanti sul palco che
si tengono per mano, sottofondo
musicale dei Queen. Applausi a
manetta. Tutti contenti… chi ha
vinto e chi no… Spero che sia un
arrivederci alla prossima
edizione.
-
- Scritto
da
GIANLUCA
ROMANO
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Partner
della
manifestazione
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