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DA
UNA CARA AMICA...COMETABLU'
Questa mattina mi sono svegliata frastornata. Lo specchio del bagno me lo ha letto negli occhi che qualcosa di diverso era accaduto... E accade tutti gli anni di svegliarmi così, con quella luce particolare nel viso e lo sguardo ancora distratto.
La mattina che segue la chiusura del Festival si è ancora impegnati a mettere assieme i pezzi...pezzi d'emozione, suoni, espressioni, luoghi, odori, parole, colori...
Sono arrivata in studio passeggiando e ad ogni immagine che si ripresentava alla memoria: un sorriso, vero. Ed è bello camminare in compagnia dei pensieri e ridere...
L'emozione si rinnova.
Parto, con due valigie talmente cariche che se dovessi star fuori un mese intero, servirebbe meno roba… La porta di casa si chiude alle mie spalle, ed è sempre quello il momento in cui immagino il rientro, immagino di riaprirla tra i miagolii della gatta e di portare nella mia casa un dono nuovo. Uno di quelli che ti rimane dentro e che porti come un tesoro in un angolo della memoria.
Ero al Bar del cinema Gulliver sabato sera, tutta in tiro ed accaldata, le proiezioni sarebbero cominciate di lì a poco. Carlotta, casualmente vicino a me, si guarda intorno con una espressione chiaramente stranita.
Lei mi guarda e dice: "Ma tutta questa gente è qui per il Bizzarro…?"
"Certo che è qui per il Bizzarro!" le rispondo
"E' che ancora non mi abituo… non mi sembra possibile"
Avrei voluto mettere in fila tutte quelle parole che si agitavano dentro per poterle dire che sì, è possibile, ed è possibile solo quando ci sono persone come loro che decidono di portare avanti dei progetti importanti con tanta passione…
Passione…
Quale grandioso motore dell'animo umano...
Ed è così che mi sono rotolata in questa avventura tre anni fa. Una idea folle buttata lì in chat da qualcuno che ha saputo propormela con quel trasporto di chi le cose le sente nella pancia. Lui era lì, dall'altro capo dell'Italia, che faceva scorrere parole su di un monitor, parole in cui credeva e che trasudavano energia, parole che noi leggevamo e commentavamo un po' straniti.
"Certo che TM2 è davvero bizzarro..."
Poi un'idea, una settimana di riprese notturne, una telecamera sgangherata ed un viaggio di 6 ore in macchina per portare quintalate di riprese a casa di TM2 e scoprire il significato della parola "montaggio". La serata che si conclude a cena, in compagnia di qualche ospite, con dell'ottimo, abbondante e gustoso cibo, preparato per l'occasione da una incantevole quanto valida cuoca di nome Carlotta.
Il rientro.
L'attesa.
L'attesa.
La partenza.. la porta che si chiude alle spalle…
Un cinema vero.
Le proiezioni. Sfiorare il collasso per l'emozione, stringere forte la mano di chi ti ha seguito
in quell'esperienza… il vociare del pubblico.
E Carlotta sabato che ancora si chiede come sia possibile… Sono stata chiamata sul palco a parlare
di tutto questo, ma non sono brava a mettere in fila le parole quando sono emozionata…
Avrei voluto dire che persone come loro (e come pochi altri), che al di là delle difficoltà, delle chiacchiere, delle cattiverie e quant'altro, riescono a creare tali occasioni di incontro, di confronto, persone come
loro che sanno mettere al servizio del prossimo la propria passione, regalando anche una sola
delle emozioni che tutti noi proviamo in quei giorni, andrebbero premiate e ringraziate quotidianamente…
E basta guardarli negli occhi in quei giorni per capire quanta anima c'è in ogni minuto che scorre. Con loro ci si sente sempre in debito…
Ed ogni anno è così diverso, onorata di averli visti tutti e da qualunque prospettiva: da concorrente, da regista, da protagonista, da aiuto regista, da amica, da spettatrice e, ciliegina finale, membro della giuria.
Esperienza interessantissima quella da giurato e non solo perché la diversa prospettiva è sempre cosa che arricchisce l'animo umano, ma perché in questa avventura ho avuto la fortuna di ritrovarmi assieme a professionisti di talento molto affiatati, motivati e in sintonia con lo spirito del Festival.
Ho avuto modo di approfondire la conoscenza di Gianluigi Lanza, persona validissima e presenza ormai stabile nella giuria del Bizzarro. La dolcezza che esprime il suo viso, l'eleganza del suo approccio umano, la melodia della voce fanno di lui una persona speciale che spero di non perdere di vista e di poter incontrare anche al di fuori di queste occasioni.
Giacomo Giannecchini, un vero gentleman oltre che grande professionista e... gran paraculo (opsss s'è persa la poesia della descrizione) e non da meno l'ormai noto Alberto Lisi, artista di talento e uomo di grande umiltà. La sua mostra fotografica ha accompagnato l'ingresso in sala, addolcendo gli occhi delle donne che, grazie ai suoi scatti, non possono che sentirsi omaggiate da tanta raffinatezza ed eleganza.
E ancora Davide Guerrini, altro componente stabile della giuria, sguardo misterioso e timido attraverso
il quale si intravede una dimensione fatta di grande umanità e sensibilità.
Dare un giudizio unanime non è stato facile, tranne per l'interpretazione femminile: la nostra amata Jenny Ellic
ogni anno ci regala grandi emozioni con i suoi capolavori.
La varietà artistica e tecnica dei
cortometraggi non ci hanno reso vita facile.
Ed ora, nella sera della mia terra, si sentono ancora le voci, si vedono ancora visi sorridenti, e le lunghe tavolate, e gli amici che si ritrovano, e i sussurri, le indiscrezioni, gli sguardi, i commenti, le contestazioni sulle scelte della giuria e le occhiate tolleranti della barista al piano che, divertita, mi prepara la colazione mentre aspetto in abbigliamento molto fetish: vestaglia e ciabattine bianche…
C'è ancora il Bizzarro che scorre qui, davanti a questi occhi e su tutto questo vedo quei due loschi personaggi seduti lì in fondo al tavolo, con espressioni felici, a ridere e a mangiare, e a chiacchierare con quello straordinario accento bolognese, come non ci fosse nulla di più naturale che radunarci tutti lì, da ogni angolo d'Italia, a brillare assieme a loro ed alla loro straordinaria Passione.
Grazie. Ancora una volta.
CometaBlu |