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PAROLA DI GIURATO

by GianLuigi Lanza

 

Eccomi qua, quasi un mese dopo l’edizione 2007 del Bizzarro Film Festival, a tirare le somme delle due splendide giornate

trascorse in quel di Alfonsine, ospite come sempre dei carissimi Daniele e Carlotta (che non finirò mai di ringraziare dal 

più profondo del cuore per avermi fatto entrare in un mondo di meraviglie).

Che dire? Innanzitutto da sottolineare l’altissima qualità delle opere in concorso, a mio modesto parere migliori di quelle 

dello scorso anno.

Al di là di qualcuno davvero terrificante (e i miei compagni giurati sanno a quale in particolare mi riferisco!), i lavori 

presentati nella sempre accogliente e ormai nota sala Gulliver hanno dimostrato di saper affrontare il tema del bizzarro 

dai punti di vista più diversi e per certi aspetti inusitati, dando parecchio lavoro da fare a chi aveva il piacevolissimo compito 

di giudicarli.

A questo proposito, vorrei ringraziare davvero e abbracciare ancora tutti gli altri membri della giuria, in modo particolare la 

splendida (sia umanamente che fisicamente parlando) Cometablù, che ha avuto dolcissime parole per me che ricambio 

con affetto infinito, certo che continueremo a sentirci: il filmaker Giacomo Giannecchini, il fotografo e artista Alberto Lisi 

aka Hikari Kesho (entrambi di rara simpatia) ed il mio caro amico Davide Guerrini, con il quale condivido da qualche 

anno l’onere e l’onore di far parte della giuria di uno dei festival cinematografici più innovativi e divertenti del panorama italiano.

Dunque, grazie ancora una volta a Daniele e Carlotta, che mi hanno dato la possibilità di rivedere persone che non mi 

capita mai purtroppo di incontrare il resto dell’anno ma che ormai considero amiche, e che quest’anno mi hanno fatto  

conoscere anche la fantastica Elmerald, che mi ha fatto scoprire con il suo concilium sul bondage

un nuovo modo per trasmettere emozioni da te ad un’altra persona e viceversa.

Grazie, un abbraccio forte a tutti in attesa dell’edizione 2008!!!


PAROLA DI GIURATO

by Giacomo Giannecchini

Arrivare in una cittadina che non si conosce, stanchi di un viaggio e vedere tutti visi nuovi e sguardi  sconosciuti è stimolante, 

e acuisce l'osservazione. Così da esterno è stato bello osservare la vostra  compagnia. Essere li in mezzo a voi senza neppure 

sapere i vostri nomi, senza sapere nulla di voi,  soltanto che eravate li in quel momento. Quello moro con la camicia 

bianca stava sorridendo in quel  preciso momento e voltando lo sguardo dall'altra sponda del tavolo una ragazza si sfiorava con 

le dita il collo, non sorrideva. Al mio fianco qualcuno mi chiedeva se volevo del vino, era gentile.

E' cominciato circa così il festival per me. Vedere un gruppo di persone senza conoscerne i componenti è  bellissimo poichè 
ci si fa un'idea del gruppo e non della somma degli individui... una compagnia non è la somma aritmetica degli individui ma
qualcosa di diverso non saprei se di
  più o di meno, diverso. Tutto è cominciato con un invito di Lara, quella adorabile testina
che ha i modi e gli sguardi di una nobildonna ottocentesca, ma che nasconde, ed esalta per contrasto, le sue gentilezze
dietro un'aspetto da vandala newyorkese. Devo ringraziarla mille volte per quest'avventura fantastica. 
Piano piano mi sono integrato con le persone a me più vicine, ovvero gli altri giurati, e con qualche altra persona con cui ho 
potuto scambiare più di otto vocaboli;
  non mi ha sorpreso il fatto di trovare ottime persone, ma la velocità con cui si crea
un'intesa da vecchi compagni di merende, ogni volta, francamente, mi sorprende e molto. Ho potuto parlare molto bene,
sia da professionisti che da cazzari di lunga data , con Alberto: persona fantastica, con cui spero di passare altre serate
costringendolo a bestemmiare un dio qualunque ad ogni bevuta analcolica che farò. La delicatezza, la simpatica
contagiosa e la grande sintonia che si è creata subito anche con Gianluigi, con cui purtroppo ho potuto passare poco tempo, 
mi ha molto colpito. Grande persona. E poi quella moretta impertinente li... cometa qualcosa... quella infima personaccia che
mi ha costretto a salire sul palco con un intrigo degno di una puntata della Fletcher.

Ero distrutto fisicamente, e stare su un palco non mi si addice; se non sono stanco la butto sul professionale e me la cavo
benino, ma no... la summentovata personaccia mi ha cacciato in un bel guaio e nel momento sbagliato, ed io ormai sul tristo
patibolo ho tirato fuori otto parole del tipo: "no io penso che sia importante la passione e qui ce ne è molta"... sentivo che
stavo dicendo
cose interessanti come in una disquisizione sulla storia del videocitofono in Italia, con un atteggiamento 
degno di un venditore di tappeti. 

Ma perlomeno mi sono tolto il gusto di insultare Cometablu dal palco!
Devo ringraziare davvero gli organizzatori, Daniele e la sua splendida compagna (e anche Anacleto ovviamente) che si sono 
dimostati davvero pieni di entusiasmo e premura, oltrechè ottimi compagni di chiacchierate. Avrei voluto conoscere meglio
Priapo; una ragazza di Firenze che ha battagliato a suon di mollica di pane con un energumeno, fortunatamente per lei,
di una simpatia unica; Elmerald; Davide con il quale nonostante la stanchezza mi sono divertito a parlare del grande
Mario Bava...
ecco quando parlo di cinema così con tranquillità vuol dire che mi sento a casa, e mi ci sono sentito e di 
questo ringrazio tutti quelli che erano presenti...tranne uno. (Chi si ricorda, capisce). 
Ah dimenticavo, io amo Alfonsine! 
La mia smallville, una cittadina così piccola e semplice da  pensarmi ultraottantenne, bestemmiatore, chiuso nel baretto 
a ruttare
sentenze sulla politica, e sulla strategia migliore per vincere una partita a briscola. Devo davvero ringraziare tutti
(sempre tranne uno) anche se sembra retorico e scialbo, e
  in maniera particolare chi si è messo in discussione esponendo
le sue
idee e i suoi gusti su uno schermo trafitto dalla luce di un proiettore che ha fatto scorrere sempre lavori privi di ogni disonestà
cinematografica
(tranne qualcuno... non quello di prima eh).
A questo mi riferivo quando balbettavo vanamente sul palco. Questa è la passione che mi piace, quella di confrontarsi con gli
altri in una comune e onesta voglia di conoscersi, conoscere, e sorridere, senza prendersi troppo sul serio ma senza
scivolare nel cameratesco spinto. Una splendida propensione verso gli altri, esponendosi senza timore, senza fasullità e anche 
se i mezzi sono pochi tentare di dire qualcosa con la forza della propria onestà intellettuale.
Ho scritto troppo e male, ma sono considerazioni scritte di getto, senza pretese.
A presto spero.
 
P.s.
Mi scuso con gli installatori di videocitofoni, con i venditori di tappeti e 
ovviamente con gli estimatori di Jessica Fletcher.
 
Giacomo

IL MIO FESTIVAL

 

by  ELMERALD

15 Giugno 2007 -  Bologna  -  Stazione Centrale.

Alla chetichella un bizzarro gruppo inizia a formarsi intorno alla macchina di Carlotta. Per primo arriva G., seguito a ruota da una splendida CometaBlu, neanche 30 secondi dopo chiudo io.

Arriviamo in treno da tre citta' diverse ma siamo riusciti a spaccare il minuto. Il WE sembra essere iniziato sotto i migliori auspici.

Carlotta decide di rendere piu' interessante il percorso che ci separa dal Cinema Gulliver di Alfonsine  con esclamazioni sul fatto che non riconosce la strada, smentite sempre al primo incrocio importante.

Davanti al Gulliver ci aspetta, per fare gli onori di casa, Cleto che sta portanto al guinzaglio una allegra Yume, subito dopo appare un indafaratissimo TM2 che discute con Adam  su come e' meglio mostrare le foto per il Concilium.

Giusto il tempo per una rinfrescata ed eccoci al lavoro per fare le prove di trasmissione, Mac testati all'inverosimile per essere sicuri che non ci saranno problemi durante la visione dei film.

Oddio il CD delle mie foto non vuole aprirsi sul portatile, per fortuna riusciamo a recuperare il materiale sull'altro Mac e posso tirare un sospiro di sollievo, anche se la tensione per il dover parlare da sopra un palco si fa' sentire.

Sono sicura che incespichero' sulle parole e mi dimentichero' di tutto quello che volevo dire. Per fortuna a Yume viene un lampo di genio e decide di sacrificarsi per il bene del Concilium, manderemo le foto in automatico alle mie spalle e io parlero' mentre la lego sul palco. Gli organizzatori sono d'accordo, ora manca solo di risolvere il problema microfono, avendo le mani occupate sara' un po' difficile tenerlo, ma la dolcissima Tinidra si offre volontaria per aiutarmi.

Dopo esserci brevemente rifocillati con una pizza ci preprariamo per la visione della prima parte dei film... Cosa posso dire... "Il Guaio" che viene mandato come apertura merita proprio, ma anche i film in concorso riescono a dare l'idea di vari spaccati del mondo bizzarro che e' la vita e la sessualita'.

La serata si conclude con la mia disertazione sul Bondage, una delle fantasie piu' comuni dell'immaginario erotico, ma anche come modo per trasmettere emozioni, coccolare, creare momenti artistici.

Le parole si srotolano da sole come le corde che tengo in mano e riesco a non fare brutte figure, almeno per cio' che mi dicono dopo.

A fine serata, ormai mezzanotte passata ci riuniamo davanti al bar, artisti e spettatori, ci scambiamo impressioni, chiacchiere, risate. Nessuno ha voglia di andare a dormire.

Solo verso le tre, quando il corpo ormai non regge piu' ci ritiriamo allegri in albergo.

16 Giugno Sabato

Alfonsine

Piano piano i partecipanti al bizzarro si alzano e dopo la triplice colazione si decide di avviarsi verso il favoloso pranzo. Ma siamo sicuri di essere venuti per vedere il festival e non per la buona cucina della zona? Il dubbio e' amletico, come quello se siano migliori le tagliatelle o i ravioli. Voci dicono che tutte e due le sfoglie siano state tirate a mano la sera prima appositamente per noi.

Dopo aver risolto il dubbio amletico ci avviamo verso il cinema. Se ieri la sala era piena oggi il  gruppo di spettatori e ancora aumentato. Una delegazione del BacaroSadico, capeggiata dal gruppo bolognese viene a fare il tifo per Adam Kadmon.

I film passano quasi in secondo piano davanti alla bellezza delle sue fruste e alla passione che trasmette parlandone. Si deve attivare un fereo controllo tra il pubblico quando vengono fatte passare, sopratutto su una losca figura, qualcuno sussurra che sia la Capa di un luogo di perversione, che le annusa a una a una dichiarando continuamente... "Sono Mie!!!!" non le lasciero' piu'....

Dopo aver recuperato il materiale si puo' proseguire con le ultime visioni. Una breve pausa per dare il tempo alle signore di cambiarsi prima della premiazione.

Ed ecco che all'orario designato, in mezzo a una folla di osservatori che cadono a terra svenuti per il visibilio arriva il meglio della delegazione del gruppo C.O.Z.Z.E.

Per giorni sicuramente si raccontera' nella piccola cittadina di quel tripudio di Signore in abito da sera. La serata degli Oscar e' solo una pallida imitazione.

Si iniziano a premiare i vari film, l'ovazione del pubblico tocca il massimo quando sul palco sale il meraviglioso Cleto per ritirare il "Premio del Pubblico".

Applausi accolgono anche l'annuncio degli altri premi.

All'uscita il pubblico e' ormai incontenibile, altra gente si e' aggiunta... per la Cena di Gala bisogna chiamare urgentemente il ristorante per far aggiungere altri posti.

 Alla cena famigliole scioccate guardano l'ingresso dei partecipanti al festival che si avviano alla sala destinata a loro.

Cosa dire della serata, ottima cena, ottima compagnia, battute e commenti, gente che gia' discute sui film che preparera' per il prossimo festival.

La serata si vorrebbe non finire mai, quando ormai i camerieri ci fanno capire che vorrebbero andare a dormire gli irreducibili continuano a chiacchierare nel cortile del ristorante, allietati dal suono delle fruste di Adam che insegna a chi lo desidera come utilizzarle.

Solo la stanchezza infine ha la meglio anche sugli ultimi.

Non si vorrebbe che questa serata finisse mai.

Alfonsine aspettaci l'anno prossimo saremo di nuovo qui.


DA UNA CARA AMICA...COMETABLU'

 

Questa mattina mi sono svegliata frastornata. Lo specchio del bagno me lo ha letto negli occhi che qualcosa di diverso era accaduto... E accade tutti gli anni di svegliarmi così, con quella luce particolare nel viso e lo sguardo ancora distratto.

La mattina che segue la chiusura del Festival si è ancora impegnati a mettere assieme i pezzi...pezzi d'emozione, suoni, espressioni, luoghi, odori, parole, colori...

 

Sono arrivata in studio passeggiando e ad ogni immagine che si ripresentava alla memoria: un sorriso, vero. Ed è bello camminare in compagnia dei pensieri e ridere...

 

 

L'emozione si rinnova.

 

 

Parto, con due valigie talmente cariche che se dovessi star fuori un mese intero, servirebbe meno roba… La porta di casa si chiude alle mie spalle, ed è sempre quello il momento in cui immagino il rientro, immagino di riaprirla tra i miagolii della gatta e di portare nella mia casa un dono nuovo. Uno di quelli che ti rimane dentro e che porti come un tesoro in un angolo della memoria.

 

Ero al Bar del cinema Gulliver sabato sera, tutta in tiro ed accaldata, le proiezioni sarebbero cominciate di lì a poco. Carlotta, casualmente vicino a me, si guarda intorno con una espressione chiaramente stranita.

Lei mi guarda e dice: "Ma tutta questa gente è qui per il Bizzarro…?"

"Certo che è qui per il Bizzarro!" le rispondo

"E' che ancora non mi abituo… non mi sembra possibile"

Avrei voluto mettere in fila tutte quelle parole che si agitavano dentro per poterle dire che sì, è possibile, ed è possibile solo quando ci sono persone come loro che decidono di portare avanti dei progetti importanti con tanta passione…

Passione…

Quale grandioso motore dell'animo umano...

Ed è così che mi sono rotolata in questa avventura tre anni fa. Una idea folle buttata lì in chat da qualcuno che ha saputo propormela con quel trasporto di chi le cose le sente nella pancia. Lui era lì, dall'altro capo dell'Italia, che faceva scorrere parole su di un monitor, parole in cui credeva e che trasudavano energia, parole che noi leggevamo e commentavamo un po' straniti.

 

"Certo che TM2 è davvero bizzarro..."

 

Poi un'idea, una settimana di riprese notturne, una telecamera sgangherata ed un viaggio di 6 ore in macchina per portare quintalate di riprese a casa di TM2 e scoprire il significato della parola "montaggio". La serata che si conclude a cena, in compagnia di qualche ospite, con dell'ottimo, abbondante e gustoso cibo, preparato per l'occasione da una incantevole quanto valida cuoca di nome Carlotta.

 

Il rientro.

 

L'attesa.

L'attesa.

 

La partenza.. la porta che si chiude alle spalle…

Un cinema vero.

Le proiezioni. Sfiorare il collasso per l'emozione, stringere forte la mano di chi ti ha seguito

in quell'esperienza… il vociare del pubblico.

 

E Carlotta sabato che ancora si chiede come sia possibile… Sono stata chiamata sul palco a parlare

di tutto questo, ma non sono brava a mettere in fila le parole quando sono emozionata…

Avrei voluto dire che persone come loro (e come pochi altri), che al di là delle difficoltà, delle chiacchiere, delle cattiverie e quant'altro, riescono a creare tali occasioni di incontro, di confronto, persone come

loro che sanno mettere al servizio del prossimo la propria passione, regalando anche una sola

delle emozioni che tutti noi proviamo in quei giorni, andrebbero premiate e ringraziate quotidianamente…

E basta guardarli negli occhi in quei giorni per capire quanta anima c'è in ogni minuto che scorre. Con loro ci si sente sempre in debito…

 

Ed ogni anno è così diverso, onorata di averli visti tutti e da qualunque prospettiva: da concorrente, da regista, da protagonista, da aiuto regista, da amica, da spettatrice e, ciliegina finale, membro della giuria.

 

Esperienza interessantissima quella da giurato e non solo perché la diversa prospettiva è sempre cosa che arricchisce l'animo umano, ma perché in questa avventura ho avuto la fortuna di ritrovarmi assieme a professionisti di talento molto affiatati, motivati e in sintonia con lo spirito del Festival.

 

Ho avuto modo di approfondire la conoscenza di Gianluigi Lanza, persona validissima e presenza ormai stabile nella giuria del Bizzarro. La dolcezza che esprime il suo viso, l'eleganza del suo approccio umano, la melodia della voce fanno di lui una persona speciale che spero di non perdere di vista e di poter incontrare anche al di fuori di queste occasioni.

Giacomo Giannecchini, un vero gentleman oltre che grande professionista e... gran paraculo (opsss s'è persa la poesia della descrizione) e non da meno l'ormai noto Alberto Lisi, artista di talento e uomo di grande umiltà. La sua mostra fotografica ha accompagnato l'ingresso in sala, addolcendo gli occhi delle donne che, grazie ai suoi scatti, non possono che sentirsi omaggiate da tanta raffinatezza ed eleganza.

E ancora Davide Guerrini, altro componente stabile della giuria, sguardo misterioso e timido attraverso

il quale si intravede una dimensione fatta di grande umanità e sensibilità.

 

Dare un giudizio unanime non è stato facile, tranne per l'interpretazione femminile: la nostra amata Jenny Ellic ogni anno ci regala grandi emozioni con i suoi capolavori.

La varietà artistica e tecnica dei cortometraggi non ci hanno reso vita facile.

 

Ed ora, nella sera della mia terra, si sentono ancora le voci, si vedono ancora visi sorridenti, e le lunghe tavolate, e gli amici che si ritrovano, e i sussurri, le indiscrezioni, gli sguardi, i commenti, le contestazioni sulle scelte della giuria e le occhiate tolleranti della barista al piano che, divertita, mi prepara la colazione mentre aspetto in abbigliamento molto fetish: vestaglia e ciabattine bianche…

 

C'è ancora il Bizzarro che scorre qui, davanti a questi occhi e su tutto questo vedo quei due loschi personaggi seduti lì in fondo al tavolo, con espressioni felici, a ridere e a mangiare, e a chiacchierare con quello straordinario accento bolognese, come non ci fosse nulla di più naturale che radunarci tutti lì, da ogni angolo d'Italia, a brillare assieme a loro ed alla loro straordinaria Passione.

 

Grazie. Ancora una volta.

 

CometaBlu


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